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D.M. 18/09/2001 n. 468

-Discarica di Pian Rocchetta. Il progetto di massima prevede la messa in sicurezza provvisoria mediante cinturazione con trincee di captazione. In data 4 dicembre 2000 è stato firmato l'accordo di programma, ai sensi dell'art. 9, comma 4, del Decreto ministeriale n. 471/1999, relativamente al completamento degli interventi di messa in sicurezza d'emergenza nonchè per la realizzazione degli interventi di bonifica e ripristino ambientale del sito. Comune - Località. Piombino (LI).

- Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale di area industriale ed ex industriale.

- Perimetrazione. All'interno del perimetro definito dal Decreto del Ministro dell'ambiente sono presenti: un polo industriale di notevoli dimensioni; che per ragioni storiche si estende verso il centro urbano della città e sul quale sono state effettuate le seguenti attività produttive: attività siderurgiche a ciclo integrale, centrali termoelettriche, produzione di laminati zincati e/o verniciati, produzione di gas tecnici e gas medicali, produzioni di tubazioni zincate e con rivestimento plastico; area marina antistante; aree di riempimento e colmata con materiali di riporto e discariche di rifiuti prevalentemente industriali. Le aree industriali in attività e dismesse hanno una estensione complessiva di circa 236 ha mentre le aree di colmata circa 567 ha e le discariche circa 48 ha. La presenza di aree industriali a ridosso delle zone urbanizzate comporta un degrado ambientale e un rischio di eventi incidentali sicuramente molto rilevante. Alle attività industriali, si aggiunge, in termini di impatto ambientate, l'attività portuale caratterizzata da notevole traffico di materie prime destinate alle attività industriali e da traffico turistico commerciale di collegamento con le isole. I principali problemi ambientali connessi con la presenza delle predette attività industriali possono essere così sintetizzati: inquinamento atmosferico da polveri, IPA, benzene, NOx', SO2'; accumulo di residui di lavorazioni attuali in situazioni di rischio; presenza di rilevati artificiali costituiti da residui di lavorazioni industriali attuali e pregresse, con riduzione della percolazione delle acque meteoriche nel suolo e formazione di falda artificiale contaminata; discariche industriali dismesse di rifiuti pericolosi ed ex discariche di RSU in parte ancora da bonificare; eccessivo emungimento delle acque di falda con conseguente abbassamento del livello piezometrico ed intrusione di un cuneo di acqua salmastra; presenza nelle acque superficiali provenienti dalla zona di riempimento interna allo stabilimento siderurgico di IPA ed altri inquinanti tipici della distillazione del carbone; pH elevato di tutte le acque di drenaggio dell'area.

- Principali caratteristiche ambientali. Gli interventi di riempimento realizzati nelle aree industriali su terreni a bassissima permeabilità, costituiti da limi compatti e argille, hanno determinato una sorta di "falda sospesa artificiale" che alimenta durante tutto l'anno emergenze, solo in parte conosciute. Visti i materiali con cui il riporto è stato realizzato queste emergenze sono fortemente alcaline ed in alcuni casi sono caratterizzate dalla presenza di sostanze provenienti dalla distillazione del carbon fossile.

- Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. I costi di caratterizzazione sono stati valutati in circa 4,0 miliardi di lire. Le risorse necessarie per gli interventi prioritari e quelli di medio periodo sono stimate in circa 50 miliardi di lire. Le prime stime, effettuate sulla base dei dati preliminari di estensione e di tipologia di inquinamento, indicano un fabbisogno totale di larga massima pari a circa 87 miliardi.

- Piani di caratterizzazione. In corso di elaborazione.

- Progetti di messa in sicurezza e/o di bonifica. In parte elaborati, in parte in corso di elaborazione, in parte da elaborare. Massa e Carrara Comune - Località. Massa, Carrara.

- Tipologia dell'intervento. Bonifica dell'area industriale, della falda idrica sottostante e dell'area marina antistante ivi compresa l'area portuale.

- Perimetrazione. All'interno del perimetro definito dal Decreto del Ministro dell'ambiente del 21 dicembre 1999 sono presenti: diversi impianti industriali dismessi (farmaceutici, petrolchimici, siderurgici, etc.); n disuso; falda acquifera inquinata dalle attività industriali sopra indicate; l'area marina antistante la zona industriale; l'area portuale; aree industriali marmifere (ravaneti) . In particolare, per quanto riguarda le aree industriali, sono state individuate le seguenti aree di intervento: area ex Enichem (167.000 m2) ; area ex Italiana Coke (354.000 m2) ; area ex Dalmine (187.000 m2) ; discarica ex inceneritore Cermec (21.481 m2) ; sono quasi conclusi i lavori di messa in sicurezza e deve essere completata la messa a dimora dei rifiuti. È previsto un ulteriore intervento per risanare le aree che non erano comprese nel primo intervento. Per la conclusione complessiva dei lavori occorre aspettare le verifiche sulla falda e sul nuovo progetto; discarica Buca degli Sforza; area ex Resine della Farmoplant (200.000 m2); l'area è stata dichiarata bonificata con Decreto regionale 9875/95 e sono in corso lavori di risistemazione in vista del possibile riutilizzo; area Sabed; area Fibronit con presenza di lastre in cemento - amianto. Il sito occupa un'area privata di 8,1 km2 e un'area pubblica avente l'estensione di circa 2700 ettari. L'articolo 8 del Decreto-Legge 3 maggio 1991, n. 142, convertito con Legge 3 luglio 1991, n. 195 ha disposto interventi per la riqualificazione ed il risanamento ambientale degli stabilimenti industriali della provincia di Massa Carrara considerata area ad elevato rischio di crisi ambientale.

- Principali caratteristiche ambientali. L'area ex Enichem presenta un'inquinamento dei terreni da metalli, pesticidi ed un inquinamento della falda principalmente da pesticidi. L'area ex Italiana Coke risulta contaminata da IPA, metalli, solventi e fenoli derivanti dalle vecchie lavorazioni della cokeria. L'area ex Dalmine risulta contaminata da metalli e idrocarburi. Le aree dei ravaneti sono caratterizzate da inquinamento delle sorgenti di acqua potabile e dei corpi idrici superficiali da polveri della lavorazione del marmo. Dalle indagini preliminari risulta che l'acquifero superficiale presente non adeguatamente separato dalle falde più profonde in quanto mancante uno strato di base impermeabile continuo. La stratigrafia generale può essere schematizzata nei seguenti orizzonti litologici: materiale di riporto: spessore circa 2 metri; strati a permeabilità variabile costituiti da alternanze di argille sabbiose, sabbia e ghiaia e sabbie argillose; deposito alluvionale costituito da alternanze di ghiaie e sabbie.

- Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Le prime stime, effettuate sulla base dei dati preliminari di estensione e di tipologia di inquinamento, indicano un fabbisogno di larga massima pari a circa 85 miliardi.

- Piano di caratterizzazione. In corso di elaborazione.

- Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Sono stati avviati interventi di bonifica dei siti industriali di grandi dimensioni (Farmoplant, Italiana Coke, Enichem, Ferroleghe, ILVA-Dalmine) nonchè del sito dell'ex inceneritore del C.E.R.M.E.C. Le bonifiche dei siti inquinati già approvate ed iniziate prima dell'entrata in vigore del Decreto ministeriale 471/1999 debbono essere riprese e portate a definitivo compimento. Il Ministero dell'ambiente sta riconducendo tale procedimento all'interno di quello delineato dalla Legge 241/1990 mediante l'espletamento di apposite Conferenze di Servizi. Deve, peraltro, essere effettuato un più puntuale lavoro di accertamento e caratterizzazione di altri siti, attesi i problemi di inquinamento della falda che si sono, nel frattempo, manifestati. Casale Monferrato

- Comune - Località. L'area comprende il territorio di 48 comuni, dei quali 45 in provincia di Alessandria, 2 in provincia di Vercelli e 1 in provincia di Asti.

- Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale di un'area industriale dismessa di lavorazione e produzione di manufatti di amianto e delle aree cittadine contaminate da amianto.

- Perimetrazione. L'area all'interno del perimetro, definito dal Decreto del Ministro dell'ambiente del 10 gennaio 2000, è interessata da una diffusa presenza di ma- 41.700 vivono a Casale Monferrato, 9.085 a Trino e 3.755 a Moncalvo; la rimanente popolazione vive in 45 Comuni, 14 dei quali aventi meno di

1.000 abitanti e 11 meno di 500. All'interno di questo territorio furono utilizzati polveri di tornitura dei tubi Eternit, sfridi e scarti di lavorazione utilizzati in sottotetti, cortili, strade, aree sportive, etc., per un volume complessivo di circa 3.000 mc. Nel territorio dei Comuni della ex-USL 76 sono presenti in modo diffuso copertura di edifici pubblici e privati, aventi le seguenti superfici: edifici pubblici: 300.000 mq; edifici privati, 1.700.000 mq. Nel territorio perimetrato, vicino allo stabilimento Eternit, era inoltre presente materiale da rimuovere lungo la sponda destra del Po, il cui volume è stato stimato in 2.000 m3. Il territorio di Casale Monferrato ed i territori facenti parte della ex-USL 76 sono stati inseriti, con il Decreto-Legge 461/1996, tra le "aree critiche ad elevata concentrazione di attività industriali".

- Principali caratteristiche ambientali. Dal punto di vista morfologico l'area è in parte pianeggiante (territorio di 13 Comuni) ed in parte collinare (territorio di 35 Comuni).

- Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Per il completamento degli interventi di messa in sicurezza e bonifica è stato stimato un fabbisogno pari a 18,3 miliardi di lire (approvazione mediante DGR n. 52-26047 del 23 novembre 1998). In favore dell'area sono già state assegnate dal Ministero dell'ambiente risorse pari a 20 miliardi di lire per il finanziamento dei primi interventi di risanamento previsti nel Piano all'uopo predisposto dalla regione Piemonte ed adottato con delibera del Consiglio regionale dell'11 dicembre 1996 per una somma globale di L. 79,8 mld di cui richiesti 46,8 mld, già finanziati o cofinanziati 28,5 mld.

- Piani di caratterizzazione. Sono state individuate le zone da bonificare.

- Progetti di messa in sicurezza e/o di bonifica. La giunta regionale del Piemonte ha individuato, con DGR n. 104-20940 del 14 luglio 1997 e successive modifiche, l'elenco generale degli interventi contemplati nel piano dell'area critica ad elevata concentrazione di attività industriali di Casale Monferrato, poi approvato dal Ministero dell'ambiente con nota del 24 luglio 1997 (prot. n. 17566/ARS/M/DI/VDA): L. 137/1997. Il Piano individua le attività da intraprendere per la rimozione dei fattori di criticità e, oltre al completamento delle opere di bonifica dello stabilimento Eternit, prevede in via prioritaria l'allestimento di una discarica monouso al servizio di tutto il territorio, indispensabile per consentire l'avvio dell'opera di risanamento ed idonea ad accogliere e smaltire grossi quantitativi di rifiuti di amianto (circa 100.000 metri cubi). Di tale impianto è stata prevista una vasca di 5.000 mc con caratteristiche di discarica di tipologia 2C per rifiuti già classificabili tossico-nocivi, destinata ad accogliere polverino e materiale di cemento - amianto estremamente deteriorabile, rifiuti non altrimenti smaltibili, sottoposta alla valutazione di impatto ambientale, conclusasi favorevolmente con il Dec/VIA/5469 del 16 novembre 2000. Le opere di bonifica saranno precedute da uno specifico censimento delle fonti di inquinamento per stabilire le priorità di intervento e vigilate in corso di esecuzione mediante idonee attività di monitoraggio. Nel piano è stata altresì inserita l'attività di sperimentazione di procedimenti di inertizzazione termica dell'amianto, finalizzata alla rimozione delle caratteristiche di pericolo dell'amianto ed alla riduzione volumetrica dei rifiuti onde facilitarne il recupero. In tale ottica sarà allestito un impianto pilota di inertizzazione termica delle fibre di amianto. Le previste attività di rimozione e smaltimento hanno finora riguardato sia gli utilizzi impropri di polveri e scarti di lavorazione che le coperture degli edifici pubblici e privati. Allo stato sono stati bonificati 33.235 mq di coperture in cemento amianto, sono state rimosse fonti inquinanti puntuali nello stabilimento ex Eternit di Casale ed è stata bonificata la discarica posta sulla sponda del fiume Po, in prossimità dello stabilimento medesimo, oltre le avviate attività di monitoraggio, censimento e indagine epidemiologica.

 

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